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Biodegradabile e compostabile: quali differenze?

Contenuto aggiornato il: 10 Ottobre 2018

Contenuto aggiornato il 10 Ottobre 2018

Spesso si fa confusione tra i due termini pensando che si tratti di sinonimi. Invece ciascuno ha delle caratteristiche precise, vediamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione.

La biodegradabilità è la proprietà delle sostanze organiche e di alcuni composti sintetici di essere decomposti in sostanze più semplici dalla natura, o meglio, dai batteri saprofiti, in tempi anche molto lunghi che variano a seconda di taluni fattori (temperatura, umidità etc.).

La compostabilità è, invece, quella particolare capacità di un materiale organico di biodegradarsi nei tempi e nelle condizioni controllate di compostaggio, trasformandosi velocemente (6 mesi) in compost (cioè un terriccio usato come fertilizzante) mediante uno specifico processo di biodegradazione aerobica (ossia che avviene in presenza di ossigeno), chiamato appunto processo di compostaggio.

Biodegradabile non necessariamente vuol dire compostabile.

L’unica forma di biodegradazione rilevante per la normativa vigente in materia di borse di plastica è la biodegradazione in condizioni di compostaggio.

I sacchetti in plastica additivati con ECM o con altri additivi (es., d2W o EPI), su cui sono riportate affermazioni di biodegradabilità, subiscono un processo di mera frammentazione e non sono in grado di biodegradarsi nei tempi e nelle condizioni controllate di compostaggio. Invero, tali sacchetti, contrariamente a quanto richiesto dalla normativa vigente (standard UNI EN 13432:2002), non si disintegrano in frammenti inferiori ai 2 mm in un periodo massimo di 3 mesi, né sono in grado di biodegradarsi per almeno il 90% in 6 mesi.

Dunque, tali sacchetti non sono conformi alla normativa vigente, anche se talvolta vengono persino spacciati per compostabili quando non lo sono, ed addirittura talvolta sono riportate, in questi sacchetti, scritte che invitano ad utilizzarli per la raccolta dei rifiuti organici.

Il vero sacchetto compostabile, a differenza dei predetti sacchetti additivati, permette di creare un rifiuto umido omogeneo dove sia contenitore che contenuto godono delle stesse proprietà di fine vita (biodegradazione in condizioni di compostaggio).

Questo quindi rende più efficace la raccolta differenziata e il riciclo organico dell’umido perché agevola la diminuzione degli scarti e aumenta i quantitativi di rifiuto organico intercettato, garantendo sempre i livelli di qualità richiesti per il compost finale.

Ricordati  quindi di usare sempre esclusivamente sacchetti compostabili per conferire i rifiuti organici, vai alla scheda per tutti i dettagli di conferimento.